martedì, 18, Febbraio, 2020
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Google acquista il volto dei passanti per sperimentare un nuovo strumento

Google sta acquistando i diritti di scansione e utilizzo del volto delle persone per 5 dollari.

La cosa avviene nella strade USA, dove persone che lavorano per l’azienda fermano i passanti offrendo 5 dollari di buoni sconto in cambio dei dati estrapolati dal loro volto da quello che sembra un nuovo tipo di FaceID.

«Ciao, lavoro per Google e stiamo raccogliendo dati per migliorare il riconoscimento facciale della prossima generazione di telefoni»: sarebbe questo il modo in cui i dipendenti Google sono stati istruiti a fermare le persone per ottenere i loro dati facciali.

Il pagamento è ridicolo: 5 dollari di buono Amazon o Starbucks, una cifra irrisoria se pensiamo al capitale Google e a quanto si viene pagati semplicemente per apparire come comparsa in un film di seconda categoria.

A quanto pare però, 5 dollari sono abbastanza per vendere la propria faccia, dal momento che sono moltissime le persone che hanno firmato.


Del resto, gli studi più recenti dimostrano come buona parte degli utenti sia disposta a dare accesso ai suoi dati più privati in cambio di denaro.

Una situazione all’interno della quale aziende come Google sguazzano e ottengono così risultati eccellenti con costi bassissimi.

L’argomento poi è delicato.

Il riconoscimento facciale è infatti un tema molto caldo al momento.

In USA si spinge per proibire l’utilizzo di questo strumento a fini di polizia e controllo, d’altro canto in Cina è una delle tecnologie più sovvenzionate e sviluppate proprio per l’ordine pubblico.

I big dell’informatica stanno creando strumenti pericolosi se messi nelle mani sbagliate, e ancora peggio fallibili.

Proprio gli errori del riconoscimento facciale sono ciò che più temono i detrattori di questa tecnologia.

Situazioni che potrebbero portare all’arresto e, in certi casi, a incidenti anche gravi persone vittime di un errore degli strumenti di riconoscimento.

I nostri dati, così come le nostre informazioni biometriche sembrano comunque sempre più nel mirino dei colossi del web.


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