domenica, 8, dicembre, 2019
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Spotify migra ai server di Google Cloud Platform

Con oltre 2 miliardi di playlist e 30 milioni di brani, il gigante dello streaming musicale Spotify migra dai data center locali ai server cloud di BigG e con esso si spostano verso Google ben 75 milioni di utenti.

Spotify migra ai server di Google Cloud Platform

Un progetto ambizioso che ha le sue ragioni: Spotify è cosciente del fatto che GCP fornisce oggi un’esperienza senza soluzione di continuità agli utenti ed il colosso della musica in streaming ha deciso di uscire dal business dei data center per passare a Google Cloud Platform, dopo aver valutato tutte le possibili offerte concesse dal mercato. Spotify migra verso la piattaforma cloud di Google in due modi: con passaggio di tutti i suoi microservizi e dei dati. Col supporto di Compute Engine, può avvalersi di prestazioni costanti di SSD ad altissimo IOPS e capacità di storage locale SSD. Riguardo allo spazio di archiviazione, sta perfezionando Cloud Datastore e Cloud Bigtable per le strategie di backend.


Si concentra anche sui servizi di Cloud Networking di BigG (Cloud VPN, Cloud Router, Direct Peering) per il trasferimento di petabyte di dati. Il tutto in modo veloce e sicuro per garantire il massimo della qualità di servizi ai suoi 75 milioni di utenti di tutto il mondo. E’ decisamente importante per Spotify anche la gestione ed analisi dei dati e per questo l’azienda sta sperimentando tecnologie nuove che rendano le operazioni molto più veloci e più frequenti con analisi approfondite ed interattive: tutto questo per lo sviluppo dei suoi prodotti, per l’esperienza utente ed i test di funzionalità.

Spotify migra ai server di Google Cloud Platform

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Con la sua migrazione a GCP, Spotify decide così di affidarsi ad un solo servizio su cloud sia per curare il batch processing che per il processo stream. Sono in molti a pensare ad una eventuale acquisizione di Spotify da parte di Google. Prima nel 2011 poi nel 2014, BigG ha provato a fare la sua offerta ma poi le trattative si sono bloccate per una questione di prezzo.


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