giovedì, 24, ottobre, 2019
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Google nel mirino dell’antitrust USA

L’Autorità Antitrust USA torna a indagare Google, per stabili se, il protocollo Internet DNS-over-HTTPS (DoH) a partire dalla versione 78, alteri in qualche modo la libera concorrenza.

L’egemonia, involontaria, di Google crea non pochi problemi sotto il punto di vista della libertà e della concorrenza.

Google ha infatti la possibilità di far passare soltanto ciò che vuole dai motori di ricerca e di suggerire notizie e altri elementi che possono influenzare pesantemente l’utenza.

La scelta di utilizzare Google è però strettamente legata agli utenti, dal momento che esistono alternative.

Una posizione dominante in fin dei conti involontaria che ha portato Google molto spesso nel mirino dell’antitrust, in particolare di fronte a violazioni e alla spinta dei suoi prodotti sopra quelli della concorrenza.

I dati trasmessi dal nuovo protocollo di Google sono più sicuri, dal momento che non sono accessibili nemeno dall’Internet Service Provider.


Questo impedisce una raccolta di dati di mercato per il provider, cosa positiva per gli utenti ma che potrebbe rivelarsi una violazione del sistema di concorrenza.
“Google non ha in programma di centralizzare o di cambiare i fornitori di DNS degli utenti indirizzandoli verso Google. È inaccurata qualsiasi affermazione sul fatto che stiamo cercando di diventare il provider centralizzato di DNS crittografati”, scrive Mountain View, colpita a quanto pare nel vivo dalle autorità USA.

Il passaggio al protocollo avverrà nel caso di:

Cleanbrowsing, Cloduflare, DNS.SB, Google, OpenDNS e Quad9.

Oltre a Google, le autorità americane stanno indagando anche su Facebook e altri colossi dell’informatica.

Il governo USA vuole fare chiarezza sulla posizione delle aziende, oltre che sul trattamento dei dati privati degli utenti che vengono raccolti giorno dopo giorno dai colossi tech.

Le informazioni in mano a compagnie come Google sono davvero infinite e vengono utilizzate a fini pubblicitari e di profiling aziendale.

Pratica sulla quale sembra che il governo USA voglia legiferare.


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