giovedì, 27, Febbraio, 2020
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Utilizzare lo smartphone fa venire il cancro?

L’uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa.

Ad affermarlo è la Corte d’Appello di Torino che ha confermato, nella giornata di oggi, la sentenza di primo grado del Tribunale di Ivrea, emessa nel 2017.

La sentenza è relativa a un caso, che vede un dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico.

Si riapre così il dibattito sulla pericolosità delle reti mobile, che, nell’era del 5G, potrebbe dar vita a serie problematiche di salute.

I dubbi sono molti e gli studi sembrano contraddirsi.

Fatto sta che, in molti casi, la situazione sembra proprio quella descritta dalla Corte D’Appello. 

Nel particolare, la Corte d’Appello di Torino condanna l’Inail a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale per il dipendente di Telecom Italia, Roberto Romeo, che si è ammalato di neurinoma del nervo acustico.

Secondo i giudici l’utilizzo frequente del cellulare, anche 4 o 5 ore al giorno, ha scatenato la malattia.


Se pensiamo a come, molte persone utilizzino lo smartphone anche 10 ore al giorno, solo per motivi ricreativi, ci troviamo di fronte a un precedente estremamente importante.

Se dovesse essere dimostrata l’effettiva pericolosità dei device di questo tipo, come confermerebbe la sentenza dei giudici, la verità sarebbe piuttosto semplice: i cellulari o smartphone possono causare tumori.

Una bomba ad olorogeria in grado di mettere in crisi l’intero settore.

Resta da capire se, a seguito della sentenza, l’istituto di sanità richiederà nuovi test e studi per verificare quella che potrebbe diventare una fonte di tumori globale.

La presenza sempre più massiccia di smartphone nelle nostre vite, con le loro onde considerate potenzialmente dannose, potrebbe aprire la strada a una rivalutazione totale di un device potenzialmente nocivo.

Allo stato attuale, con la sentenza, ci troviamo in uno stato di contraddizione.

Staremo a vedere se ci saranno nuovi studi e se, gli smartphone, potrebbero trovarsi a dover ridurre drasticamente i valori nocivi per l’uomo.


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